mercoledì, settembre 27, 2006

- Leggende delle dolomiti 6 - L'usignolo del Sassolungo

Ai piedi del Sassolungo abitava la figlia di un re. Un giorno scacciò uno sparviero che volava attorno a un cespuglio, immaginando vi fosse un nido, vide infatti un usignolo spaventato. Contenta d’averlo salvato stava per andare quando costui le parlò in lingua umana -mi hai salvato e voglio provarti la mia riconoscenza. D’ora in poi potrai divenire usignolo quando vorrai. Solo la morte di una persona potrà farti perdere questo dono- L’usignolo volò via e lei tornò a castello domandandosi alla morte di chi potesse alludere. Al tramonto provò: desiderò esser usignolo e la magia avvenne. Volò per tutto il giardino e cantò. Uscì un gorgheggio così soave e dolce che mai se ne erano sentiti di simili. Nei giorni prese coraggio e iniziò a volar per tutta la valle. Ascoltava i discorsi degli altri animali, che ora comprendeva. Una sera si nascose da un gruppo di corvi e sentì i loro discorsi. Parlavano di un cavaliere che abitava in un castello mezzo rovinato vicino la Val Gardena, in una foresta chiamata Vallenosa. Un ottimo cacciatore, ma che non usciva mai dalle sue terre e nulla sapeva del mondo, tant’è che non aveva mai visto una donna! La ragazza fu curiosa, così la sera dopo arrivò sin li. Cantava e gorgheggiava, quando il cavaliere si fermò guardando in sua direzione. Lei ammutolì, ma egli gridò -Il tuo canto è bello, non fermarti!- La principessa felice ricominciò i suoi trilli e tornò diversi giorni, cantando per lui. Ogni volta l’uomo interrompeva i suoi lavori e restava ammirato in ascolto. Un giorno egli si recò da un Salvàn (nano della montagna) dalla fama di grande saggezza e gli disse d’esser malato. La caccia non lo attirava più, si sentiva triste e solo il canto di un usignolo del vicino bosco gli dava gioia, ma quando l’usignolo taceva, si disperava. Il Salvàn allora prese un cristallo di rocca e ci guardarono dentro -ho capito il tuo male! Se sei malato la colpa è di una donna! Sei innamorato e io non posso far nulla per te!- Il cavaliere se ne andò sconsolato. Non aveva mai nemmeno visto una donna, quindi gli pareva impossibile. Quando sentì di nuovo cantare, però, in cuor suo ne ebbe certezza. Gridò con passione -il Salvàn ha ragione: tu sei una donna!- Ma la principessa spaventatissima volò via e a nulla valsero le preghiere dell’uomo. Lei non tornò più e iniziò a volar per altre valli. Un giorno rischiò di esser presa da un falco e si riparò in un cespuglio. Quando fu protetta, parlando con un vicino agnello accusò di ferocia e crudeltà il falco. -Con qual diritto accusi gli altri? Anche tu hai ucciso! Va a castello di Vallenosa e vedrai..- La principessa morsa da angoscia vi andò. Il cavaliere giaceva morto ai piedi della torre. Sconvolta tornò dritta verso casa, afflitta e stanca. Volle tornar umana ma per quanto lo desiderasse non vi riuscì…solo allora ricordò la profezia. Da quel giorno visse come usignolo nei boschi ed ancor si ode, talvolta, un canto di usignolo tanto meraviglioso quanto triste. E’ il canto della principessa stregata del Sassolungo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

qualcuno sa esattamente in quale comune si trova questa foresta di Vallenosa???vorrei andare a visitarla ma nessuno sembra onoscerla....help

Madame P ha detto...

Le leggende erano di tradizione orale e son state raccolte prima del 1913.
La tradizione orale cambia, tantè che molte parole simili potrebbero significare la stessa cosa: Velonà, Valanidi, Galinà, Valenia, Vallenosa...
Il fascismo ha preteso l'italianizzazione della toponomastica...
Alcune leggende si rifanno a storie che arrivano da secoli e secoli prima...Se gia nella leggenda il castello del cavaliere è indicato come un mezzo rudere, ora credo non sia rimasto proprio un bel niente.
Posso solo indicarti che in alcune versioni ladino-tedesche della storia, il bosco è indicato come "il bosco di pini", non una grande informazione trattandosi delle dolomiti...e che il castello del cavaliere è indicato semplicemente come "Castel Gardena"